La dieta mediterranea nuoce alla salute.
ALT! E’ solo una provocazione riguardo la dieta mediterranea
Prima di innervosirti leggi l’articolo e capirai i segreti della dieta mediterranea.
Ovviamente ho scelto di proposito un titolo così provocatorio e sono certo che, anche tu, sulla dieta mediterranea hai sentito “tutto ed il contrario di tutto”.
Bene, oggi cercherò di condividere con te, “scientificamente”, le origini della dieta mediterranea e capiremo insieme quando e se prediligere tale approccio alimentare piuttosto che un altro, fosse anche la dieta della banana fritta con riduzione di aceto balsamico.
Innanzitutto, se digiti sui motori di ricerca “dieta mediterranea”, il buon Wikipedia ci dirà che:
“La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi in alcuni Paesi del bacino mediterraneo (come l’Italia meridionale, la Spagna e la Grecia) negli anni cinquanta del XX secolo, riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità nel 2010″
Ma come è possibile che una dieta riconosciuta “patrimonio dell’umanità” rappresenti un popolo (gli italiani nello specifico) oramai affetto dalle più gravi patologie cronico degenerative?
In Italia, purtroppo, ben 6 milioni di abitanti risultano affetti da diabete eppure i nostri cugini francesi, famosi per la loro dieta prettamente “grassa” risultano essere più sani di noi.
CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA
La dieta mediterranea, famosa per il suo elevato contenuto di carboidrati a favore dei malefici grassi, ha ottenuto il suo primato grazie ad un suo promotore, il professore americano di fisiologia Ancel Keys.
Fu grazie all’americano in questione che la nostra dieta mediterranea è famosa in tutto il mondo ed è sempre a causa sua se “i grassi saturi” diventano il nemico da combattere.
Il professore, infatti, si recò in europa poiché aveva sentito che a Napoli il tasso di soggetti affetti da malattie cardiovascolari era quasi inesistente ed allora si recò personalmente nel territorio partenopeo per constatare di persona le le loro abitudini alimentari.
Giunto sul campo di osservazione, il buon professore notò che i napoletani mangiavano principalmente pasta e pizza, insieme a verdure formaggio e frutta.
Il buon professore, si accorse anche che i napoletani bevevano molto vino e mangiavano pochissima carne, a differenza dei soggetti più benestanti (e mi verrebbe voglia di dire: grazie al …….).
Sin qui, nulla di strano, giusto?
Un semplice professore sconosciuto americano che arriva a Napoli e, pur di giustificare il suo viaggio in Italia, riporta ai suoi boss: oh, qui la gente è sana perché mangia, beve e sta bene a differenza dei ricconi che, a causa del più elevato consumo di carne, si ammala più spesso di colesterolo.
Hai capito bene!
Da una supposizione di un americano, nel lontano 1951 è iniziata la più temuta guerra ai grassi, un vero e proprio nemico da debellare, un cancro da eliminare immediatamente.
Ale tutto questo è incredibile, inoltre, ci hai spiegato che i formaggi hanno un elevato contenuto di grassi. Come mai è stata condotta una guerra ai grassi se lo stesso professore notò con i suoi occhi che i napoletani mangiavano grandi quantità di formaggi?
Semplice, con grande perizia e destrezza, Ancel nascondeva (ometteva) tutto ciò che andava a scardinare ogni sua supposizione e, in questo caso, i grassi dei formaggi venivano trascurati o comunque venivano omessi.
Bisognerà attendere il 1995, anno in cui lo stesso Ancel, dinnanzi all’evidenza dei fatti, dichiarò al The American Journal of CLINICAL NUTRITION (1):
La mia preoccupazione per la dieta come problema di salute pubblica è iniziata nei primi anni ’50 a Napoli, dove abbiamo osservato incidenze molto basse di malattia coronarica associate a quella che in seguito chiamammo la “buona dieta mediterranea”. Il cuore di questa dieta è principalmente vegetariano e si differenzia dalle diete americane e del nord Europa in quanto è molto più basso nella carne e nei latticini e utilizza frutta per dessert. Queste osservazioni hanno portato alla nostra successiva ricerca nel Seven Countries Study, in cui abbiamo dimostrato che il grasso saturo è il principale cattivo alimentare.
Inoltre Ancel, nella sua riflessione, aggiunge:
“Oggi la dieta mediterranea sana sta cambiando e le cardiopatie coronariche non si limitano più ai libri di medicina”
Non ti sembra paradossale tutto questo?
Il creatore del BRAND più importante del mondo, “La dieta Mediterranea”, dopo quasi mezzo secolo e dopo una lunga analisi di coscienza, ammette al mondo intero di aver preso un abbaglio, di non essere stato corretto e sincero.
Il buon professore cerca di distorcere la realtà dei fatti affermando che: “la dieta mediterranea sta cambiando” e che la sfida del secolo sarà quella di persuadere le nuove generazioni a non mangiare come noi Italiani.
La vera malafede del professore americano è stata sempre quella di non essere stato sincero con il mondo intero.
Ancel non riportò mai la verità dei fatti ovverosia che nel 1951 l’Italia e la Grecia rappresentavano le due nazioni più logorate dal conflitto mondiale e che, pertanto, il buon fratello napoletano non aveva neppure una “lira” per permettersi una aletta di pollo arrosto.
Ovvio che i napoletani si ammalavano di meno!
Non avevano minimamente i presupposti (soldi e cibo) affinché si potesse generare in loro una causa che provocasse una malattia cardiovascolare.
Non bisogna avere una laurea in medicina per comprendere che c’è bisogno di grasso in eccesso per arrecare danno al fegato e al cuore (steatosi epatica e malattie cardiovascolari).
E non bisogna avere una laurea in biochimica per comprendere che la formazione di grasso corporeo in eccesso deriva da un “surplus energetico” rappresentato da un eccesso di nutrimenti.
Hai mai visto un soggetto sottopeso affetto da patologie cardiovascolari?
Io ancora no, tranne i casi in cui si tratta di patologie congenite che affliggono l’apparato cardiovascolare.
Purtroppo, sentendosi il Cristoforo Colombo della più importante scoperta nutrizionale che avrebbe salvato il mondo intero, il buon Ancel preferì riferire agli americani che “pasta, pizza e frutta” aiutano a vivere più sani.
Omettendo la realtà di fatto: i napoletani, lacerati da un conflitto mondiale, nel 1951, morivano di fame e non avevano neppure le forze per ammalarsi se non di raffreddore.
Ma certo!
Infatti, a distanza di quasi un secolo, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica “OKKIO alla SALUTE”, a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, ci dice questo:

Nello specifico, se dovessimo esaminare ogni singola regione in cui il BMI dei bambini è superiore a 35 (parliamo di tutti i bambini condannati ad essere obesi in futuro, purtroppo) il grafico diventa quasi paradossale:

Già, il buon professore americano, il Nostradamus del benessere mondiale, aveva avuto una previsione attendibile tanto quella dei Maya quando previdero la fine del mondo nel 2012.
Scherzi a parte, come si evince dai grafici istituzionali, i nostri amati cugini campani, a causa di quella stessa dieta così tanto fortemente pubblicizzata da un professore sconosciuto d’oltre oceano, risultano essere i più soggetti a patologie cardiovascolari.
Ironia della sorte, non credi?
Si Ale, tutto ciò è davvero paradossale ma…. come è possibile che un anonimo professore americano sia stato capace di influenzare tutta la comunità scientifica al punto da far diventare “i grassi” la panacea di tutti i mali e “i carboidrati” la soluzione a tutti i problemi?
Nulla di più semplice: Ancel era un imprenditore nato ed era abile nel persuadere le pedine giuste affinché il suo messaggio potesse essere elevato al cielo ed essere riconosciuto come il salvatore di tutti i mali.
La sua fortuna risale al 1955, anno in cui il presidente Eisenhower fu colpito da un forte accidente cardiaco.
Ancel convince il medico personale del presidente affinché gli prescrivesse un regime nutrizionale del tipo “mediterraneo”, caratterizzato da pochi grassi e più carboidrati.
E indovina un po’?
Il presidente dell’America, malato e infartuato e imbottito di medicinali, iniziando a mangiare poco, pulito e sano (invece che all’americana) come i nostri fratelli campani…. GUARISCE ed il buon Ancel conquista l’Olimpo.
Sarà grazie a quel suggerimento nutrizionale che nel 1961 la rivista “TIME” presento Ancel al mondo intero, con il camice bianco, come il più capace ed esperto di nutrizione del XX secolo.

Conosci la persona giusta e persino un asino sarà dipinto come un cavallo di razza.
In questo caso, come disse il buon Pino Caruso: la raccomandazione non è un favore fatto a qualcuno, è un torto fatto agli altri… (in questo caso specifico? Al mondo intero)
Qual è il messaggio da portare a casa?
Non certo quello di denigrare la nostra amata “dieta mediterranea”. Sarebbe sciocco e fuorviante e non è questo il fine di questo articolo.
Piuttosto quello di comprendere che non è la dieta mediterranea in se ad essere miracolosa e la soluzione a tutti i mali quanto ciò che la compone e che la caratterizza:
- l’importanza delle fibre contenute nella frutta e verdure;
- l’essenzialità dell’olio di oliva;
- la necessità dei carboidrati per tutti i lavoratori che utilizzano un elevato impiego del proprio corpo per lavorare 8 – 12 ore al giorno;
- la magia che si cela dietro un pranzo trascorso in famiglia chiacchierando e sorridendo;
- le porzioni modeste e controllate proprio come lo erano quelle dei nostri fratelli campani in quel lontano periodo buio della nostra storia.
LE DIETE NON ESISTONO!
Non mi stancherò mai di dirlo e mi ripeterò sino a quando avrò la forza di farlo.
Esistono solo le necessità energetiche, come più volte spiegato in altri articoli di questo blog, dei vari macronutrienti.
Esiste solo la necessità di comprendere l’importanza di vivere secondo il buon senso e di affidarsi ad un “valido nutrizionista” per ottimizzare la propria alimentazione.
E se proprio continui a chiederti “ma fa bene o fa male questa benedetta dieta mediterranea”, allora ti rispondo facendo appello a Paracelso (sicuramente sconosciuto al buon professore americano), medico illustre che ha segnato il mondo scientifico nel Rinascimento:

“Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”
Tutto dovrà essere contestualizzato e la dose dipenderà solo ed esclusivamente dalla necessità energetica del soggetto.
Se sarai un soggetto sedentario necessiterai di pochi carboidrati, poche proteine e pochi grassi.
Se sarai un atleta di èlite allora potrai necessitare addirittura di una quantità di carboidrati impensabili per un essere umano (anche 700 gr al giorno, se necessario).
Se sei intollerante ai carboidrati allora prediligerai la fonte energetica dai grassi e proteine.
Insomma, qualunque cosa tu desideri, avrai solo e soltanto bisogno di nutrienti nelle quantità più opportune al tuo obbiettivo e non di diete, quelle lasciale pure al buon professore americano.
Al prossimo articolo e se ritieni che questo articolo possa aiutare qualcuno, condividilo pure… insieme faremo la differenza nella vita di chi ci circonda.
Sii sempre la migliore versione di te, un cm alla volta e per sempre!!
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